sabato 18 luglio 2009

STOP AL CANONE RAI

Gioco Nautica OFF SHORE


Gioco Nautica OFF SHORE
Con un motoscafo da competizione off-shore, sfidi gli avversari su sette circuiti distinti in un vero e proprio campionato

Scontro in mare tra due motoscafi: morto un quarantenne napoletano

Si chiamava Paolo Branchisio l'uomo di 39 anni morto a mare proprio nel giorno del suo compleanno coinvolto l'assessore al turismo del comune di Sorrento Arturo Terminiello. La redazione di Positanonews ha avuto la segnalazione alle sei di questa mattina di un morto a mare a Massalubrense, di fronte Capri, fra Sorrento e Positano, una persona è morta in seguito allo scontro tra due piccole imbarcazioni avvenuto prima verso le tre di notte al largo fra la penisola sorrentina e Costiera amalfitana in pieno Parco Marino di Punta Campanella. Secondo le prime notizie due motoscafi, mentre erano in navigazione all'altezza del comune di Massalubrense, si sono contrati per cause non ancora accertate.

Sul posto sono accorsi i mezzi della capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. Allertata anche la Capitaneria di Salerno e di Amalfi, ma i soccorsi sono stati inutili. Un uomo è morto.

La collisione è avvenuta intorno alle 3 della scorsa notte. Il natante sul quale viaggiava la vittima, si tratta di un quarantenne di Napoli, era diretto da Nerano a Napoli, mentre l'altro motoscafo era partito dal porto di Sorrento e avrebbe dovuto raggiungere Capri.

Secondo le prime notizie due motoscafi, mentre erano in navigazione all'altezza del Comune di Massalubrense, si sono contrati per cause non ancora accertate.

La collisione è avvenuta nei pressi dello scoglio del Vervece: non c'è stato niente da fare per una delle persone che si trovavano a bordo di uno dei due scafi.

Sul posto sono accorsi i mezzi della capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. I due natanti sono stati sequestrati dagli uomini della Guardia Costiera che stanno ascoltando l'uomo che era alla guida del motoscafo partito da Sorrento e diretto a Capri

Lo scontro tra le due imbarcazioniè avvenuto verso le 2,30 all´altezza di Massa Lubrense. Un tornado, guidato Paolo Branchisio era partito da Nerano, pochi minuti prima diretto a Napoli, in direzione opposta - diretto a Nerano - arrivava un gozzo Aprea, con alla guida Antonio Terminiello, assessore al Turismo del comune di Sorrento che era in compagnia di una donna. L´impatto è stato violento. Branchisio è stato balzato in plancia ed è caduto battendo la testa. La donna che era a bordo del Tornado e dormiva sotto coperta ha sentito un forte boato ed è salita in plancia per dare l´allarme. In pochi minuti gli uomini della Capitaneria di Porto di Capri sono arrivati sul luogo dell´impatto, uno dei militari si è lanciato sull´imbarcazione ´impazzita´ ed ha fermato i motori. Contemporaneamente da Napoli sono arrivati ulteriori soccorsi. Per Paolo Branchisio non c´è stato nulla da fare. E´ morto per un trauma cranico. L´uomo, 39 anni, era uno degli ormeggiatori più noti del porto di Mergellina. Ironia della sorte Branchisio è morto il giorno del suo compleanno. Era nato infatti il 18 luglio del 1970

California invasa dai super-calamari E' allarme: «Possono essere pericolosi»


Giganteschi esemplari di Humboldt hanno invaso le coste di San Diego terrorizzando i sub.

NEW YORK – Allarme nelle spiagge californiane. Giganteschi calamari di Humboldt (o volanti) mostri marini lunghi fino a 2 metri hanno invaso le coste di San Diego, terrorizzando i sub e riversandosi sulle spiagge affollate dai turisti. Questi carnivori, che possono arrivare fino a 50 kg, sono emersi dagli abissi la settimana scorsa.

ASPETTO MINACCIOSO - «Si tratta di una specie molto aggressiva anche contro gli esseri umani», mettono in guardia gli esperti. Hanno un aspetto estremamente minaccioso, becchi durissimi affilati come lame di rasoio e tentacoli dentati lunghi e robusti. «Hanno attaccato alcuni sub e afferrato coi tentacoli maschere e macchine fotografiche», mette in guardia il Los Angeles Times. Gli incontri ravvicinati con questi cefalopodi del terzo tipo hanno fatto fuggire i veterani delle immersioni ed eccitato altri, combattuti tra il pericolo e l’occasione unica di nuotare con i giganti degli abissi.

Un particolare dei denti di questi calamari (Ap)
Un particolare dei denti di questi calamari (Ap)
LE TESTIMONIANZE - Il cosiddetto calamaro Humboldt è nativo delle acque al largo del Messico, dove è stato soprannominato «diavolo rosso», per le sue striature color ruggine. «Non nuoterei con loro come non camminerei in mezzo ad un branco di leoni nel Serengeti - ironizza Mike Bear, un sub locale - anche se so che sto perdendo l’occasione di una vita». Altri sub, come Shanda Magill, non hanno resistito. «Alcune notti fa ho ammirato gli occhi tristi ed espressivi di una dozzina di calamari giganti - racconta -: mi hanno circondata, salutandomi con dei colpetti». Ma la notte successiva non è andata così bene: un gigantesco calamaro ha afferrato la donna da dietro con i suoi tentacoli: «Mi ha staccato il galleggiante dal petto e gettato via la luce, con una forza a dir poco immane - rievoca ancora terrorizzata -. Quando mi sono ripresa, il calamaro se ne era andato, ma io ero senza galleggiante. Ho scalciato come una pazza e non sapevo se sarei sopravvissuta». Roger Uzun, un fotografo sottomarino, ha nuotato con queste creature per circa 20 minuti e ha detto che gli sembravano «più curiosi che aggressivi»: «Appena ho acceso la telecamera sott'acqua - racconta - si sono spinti verso di me e mi hanno colpito alla nuca. Sembravano volermi tastare per vedere se ero commestibile». Alla fine Uzun ha scaricato su YouTube un video di tre minuti che ha rischiato di non essere mai girato: «Mi ha quasi tolto la videocamera dalle mani», spiega.

SCIENZIATI IN ALLARME - Gli scienziati sono allarmati. Negli ultimi anni sono stati avvistati fino all’Alaska: un trend attribuibile all’effetto serra e al surriscaldamento della crosta terrestre, oltreché alla mancanza di cibo e al declino dei predatori naturali dei calamari. Secondo gli esperti gli esemplari potrebbero essere centinaia, se non migliaia. «In genere quando si avvista un calamaro, ce ne sono moltissimi altri» avverte John Hyde, un biologo al National Marine Fisheries Service di San Diego. «Si avvicinano alla costa quando le loro prede si spostano nelle acque basse e poi restano intrappolati o confusi», lo incalza Nigella Hillgarth, direttore del Birch Aquarium di San Diego. «Vederli da vicino è straordinario - dice -. Hanno degli occhi meravigliosi. Sembra che vedano e sappiano tutto».




mercoledì 8 luglio 2009

Soccorritori con moto d'acqua. Il report da Ragusa


Dal 25 al 28 giugno si è svolto a Ragusa il 1° Corso ufficiale per Conduttori e Soccorritori con moto d’acqua al quale hanno partecipato 15 Assistenti Bagnanti muniti di patente nautica.
Il corso è stato presentato presso la sede della Scuola Regionale dello Sport ed ha giovato della presenza delle massime autorità locali.
La Federazione Italiana Nuoto, in collaborazione con la Federazione Italiana Motonautica, sta promuovendo questo importante percorso formativo per rispondere alle esigenze della cultura e sicurezza acquatica e rendere ancora più sicure le spiagge italiane.
Il corso è stato molto apprezzato e quanto prima ne sarà programmato un altro.
Durante lo svolgimento delle attività didattiche lo staff tecnico si è reso protagonista di un significativo soccorso, per le condizioni meteo marine, ad una piccola imbarcazione a remi che stava andando alla deriva con a bordo sei ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni.
La FIN e la FIM ringraziano per il loro impegno e professionalità i docenti:
Roberto Proietti, Claudio Bizzarri, Alessio Nifosì e per gli aspetti organizzativi e logistici il fiduciario provinciale Alessandro Ciaceri e la struttura della protezione civile coinvolte.

martedì 7 luglio 2009

FILICUDI: BARCA A VELA SUGLI SCOGLI, SEI FERITI


Filicudi, 5 lug. - Incidente nel mare dell'isola. Una barca a vela, di 30 metri, mentre era in navigazione e' finita sugli scogli. Sei dei 10 turisti che erano a bordo sono rimasti feriti. Tre sono stati trasferiti con l'elisoccoro al policlinico di Messina. Dei tre vacanzieri uno e' piu' grave per aver riportato un trauma cranico e sospette fratture. L'incidente e' accaduto in localita' Punta Timpagnato. E' stato richiesto l'intervento della guardia costiera di Lipari che con la motovedetta Cp 566, comandata da da Massimo La Fauci e con i sottocapi Salvo Tindaro e Massimo Gianneto, ha raggiunto l'isola di Filicudi. dalla sala operativa il coordinamento dell'operazione e' stato di Andrea Amato. Gli altri turisti sono stati medicati alla guardia medica. Un altro incidente e' accaduto a Ginostra. Un turista S.M., di 25 anni, e' scivolato sugli scogli ed e' rimasto ferito. Soccorso e' stato trasferito a Messina con l'elicottero del 118 e ricoverato al policlinico. Un terzo incidente e' accaduto di Lipari. Un turista e' rimasto ferito durante un giro turistico con un natante. Sarebbe difatti scivolato da bordo della barca riportando una forte contusione.

venerdì 3 luglio 2009

Barche ferme al porto turistico di Marina di Ragusa


Niente gita in barca per questo fine settimana. La capitaneria di porto di Pozzallo non autorizza la ditta Tecnicis ad aprire il porto turistico di Marina di Ragusa. Il 26 giugno tutti i proprietari di posto barca nel porto di Marina di Ragusa hanno ricevuto un sms di avviso: «Porto turistico di Marina di Ragusa s.p.a comunica che in data 30/06/09 saranno rilasciate le ultime autorizzazioni e, pertanto la struttura sarà fruibile dal 1 luglio .

Ma… quale sorpresa quando il primo luglio molti proprietari di natanti da diporto non hanno potuto mettere in acqua le loro barche. Sono rimaste tutte sui carrelli, e alcune sono state ancorate nella punta estrema della banchina portuale, senza autorizzazione a potere uscire dalla struttura. La responsabile della ditta Enza Di Raimondo ha dichiarato telefonicamente che «già da stamattina, gli avvocati sono al lavoro per «sbrogliare» la matassa».

Pare infatti che alla capitaneria di Pozzallo, non sia pervenuta l’ultima delle autorizzazioni che viene rilasciata dalla Regione. Gli avvocati della ditta sostengono, invece, di avere inviato il documento con raccomandata evidentemente non pervenuta.

Un ritardo postale? Sembra improbabile. Il fatto è che adesso i tempi di fruizione della struttura si allungano. Basterebbe inviare a Pozzallo una copia dell’autorizzazione tramite fax ma, stranamente, pare che non sia stata fatta una copia dell’autorizzazione. Già da stamattina comunque i legali della ditta stanno provvedendo per accelerare i tempi. Ma per questo week end niente da fare.